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La petizione per chiedere la grazia — un appello al Presidente della Repubblica
Il 15 luglio 2026 la Cassazione ha reso definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi per il gioielliere di Grinzane Cavour che reagì a una rapina armata nel suo negozio. La legge ha fatto il suo corso. Ora chiediamo al Presidente della Repubblica un atto di clemenza.
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Perché chiediamo la grazia
Il 28 aprile 2021 tre rapinatori fanno irruzione nella gioielleria di Mario Roggero a Gallo di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo. Immobilizzano la figlia, minacciano di morte la moglie e svaligiano il negozio. Non era la prima volta: la famiglia aveva già subito una rapina violenta nel 2015, durante la quale la moglie e la figlia furono aggredite e malmenate. Quel pomeriggio Roggero reagisce e spara: due dei rapinatori muoiono, il terzo resta ferito.
Roggero ha sempre sostenuto di aver agito per difendere sé stesso e la sua famiglia, presente in negozio in quel momento. Per l'accusa, invece, i colpi furono esplosi quando il pericolo era ormai cessato, mentre i rapinatori fuggivano. Su questa linea la Corte d'Assise di Asti lo condanna in primo grado a 17 anni (dicembre 2023), con l'obbligo di risarcire le famiglie dei rapinatori; la Corte d'Assise d'Appello di Torino riduce la pena a 14 anni e 9 mesi (dicembre 2025). Il 15 luglio 2026 la Corte di Cassazione respinge il ricorso della difesa: la condanna è definitiva.
La legge è stata applicata. Ma la giustizia, per moltissimi italiani, non coincide con questa pena. Il caso ha diviso il Paese e riacceso il dibattito nazionale sui confini della legittima difesa.
Mario Roggero non è un criminale: è un commerciante di 70 anni che ha lavorato tutta la vita, aggredito due volte nel suo negozio, che ha reagito in un momento di terrore. La grazia — prevista dall'articolo 87 della Costituzione — esiste esattamente per casi come questo: quando la pena, pur legalmente corretta, appare umanamente eccessiva.
Chiediamo al Presidente della Repubblica di valutare la concessione della grazia, tenendo conto delle circostanze eccezionali, dell'età, dell'incensuratezza e della storia di questa vicenda.
La cronologia
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Cosa è (e cosa non è) questa petizione
Questa è una raccolta di firme di sostegno morale: NON è la domanda di grazia e non ha valore giuridico vincolante. La grazia è concessa a discrezione del Presidente della Repubblica (art. 87 Cost.). La domanda formale va presentata al Ministro della Giustizia dal condannato, da un familiare o da un avvocato (art. 681 c.p.p.). Le firme raccolte qui servono a dimostrare pubblicamente il sostegno dell'opinione pubblica.
Ogni firma è una voce che arriva al Quirinale attraverso i media e l'opinione pubblica.
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